
Se come me amate il genere horror,un’ alternativa ai soliti film può essere quest’anime. Infatti si tratta di un anime horror giapponese. Questa serie prende spunto dal suo manga,per cui se volete restare fedeli alla lettura,non preoccupatevi… avete entrambe le alternative! Inoltre, per coloro che amano anche la cultura giapponese,direi che questa è la combo perfetta. Come ben sapete,i giapponesi possiedono tante credenze,e leggende metropolitane. Molte di esse davvero terrificanti,e questo li permette di essere tra i migliori nella produzione di film di genere horror. In questo articolo infatti ne ho approfittato per parlarvi anche di alcune di queste leggende,ma ora veniamo a noi! Come avrete visto dal titolo,il nome di quest’anime si chiama Another. Già il titolo ci suggerisce qualcosa poichè la traduzione è “un altro”. Il protagonista di questa storia è Koichi,un ragazzo di Tokyo trasferitosi da poco in un’altra cittadina,dalla famiglia materna a causa del lavoro di suo padre. Apprendiamo da subito che il ragazzo è orfano di madre,per cui si prenderanno cura di lui i nonni e la zia. Avendo cambiato città ovviamente deve trasferirsi anche in un’altra scuola,ed è questa su cui gira l’intera vicenda,anzi, più nello specifico la storia gira intorno ad una classe: la terza C delle medie. La particolarità di questa classe consiste nel fatto che sia maledetta. Non sappiamo tutto,molti dettagli verranno rivelati nel corso del tempo. L’unica cosa di cui Koichi viene a conoscenza all’inizio è che in quella classe 26 anni prima ci fu uno studente che un giorno insieme alla famiglia,morì in un brutto incidente. Era molto amato da tutti,sia dagli insegnanti che dai compagni di classe,tanto che il dolore fu talmente grande che nessuno di loro volle credere alla sua morte,e quindi cominciarono a comportarsi come se lui fosse ancora presente. Anche il giorno del diploma,durante la proclamazione allestirono un banco per lui. Ciò che diede conferma su quanto credevano i suoi compagni fu la foto di classe scattata quel giorno. Infatti quando fu sviluppata notarono un particolare… Nella foto insieme agli studenti e insegnanti,tra i vari volti,comparve anche quello dello studente morto! Era pallido rispetto agli altri,e leggermente opaco. Si pensò che la vicenda finisse lì,ma non fu così… Ogni anno,da quell’anno in poi,iniziarono ad accadere cose strane a coloro che facevano parte di quella classe. Ogni anno cominciarono ad avvenire strane morti tra gli studenti o ai loro famigliari più stretti. Tra le varie leggende giapponesi c’è quella delle ” onryō“: ovvero fantasmi in grado di ritornare nel mondo dei vivi per cercare vendetta. La maggior parte di queste leggende sono ambientate all’interno delle scuole giapponesi. Questi fantasmi di solito muoiono in preda ad un risentimento,ecco perchè cercano vendetta contro chi gli ha fatto del male. Alcune volte questo spirito viene rappresentato con un corpo femminile,lunghi capelli neri e kimono bianco. Questa tipologia di spirito ha ispirato film come “The ring” o “The grudge” in cui appunto in entrambi troviamo questa figura. Il culto dei morti e quindi il benessere del defunto è molto importante per i giapponesi,ecco perchè tramite dei rituali continuano ad onorarli. Ciò avviene anche in Another,quando gli studenti della terza C cominciano ad onorare il loro compagno morto fingendo o meglio,credendo che lui sia ancora lì con loro. Ma,come vi dicevo prima,la storia non finì lì dal momento che negli anni successivi si ripeteva lo stesso evento terrificante. Ogni anno in quella classe si manifestava uno spirito diverso,una persona morta insomma che però non sapeva di esserlo! Aveva dei ricordi e “viveva” come tutti gli altri suoi compagni. Ecco perchè “un altro”. In quella classe era la persona in più,e quindi se la sua presenza non veniva considerata,si dava il via a questo fenomeno! Ognuno degli studenti presente in quella classe era destinato a morire orribilmente. C’è solo un modo per sconfiggere questa calamità… scoprire chi è il morto!
