CHI SONO

Ciao a tutti amici lettori! Mi presento,mi chiamo Veronica e sono l’ideatrice di questo blog. L’idea di crearne uno mio è nata perchè volevo creare uno spazio in cui potevo essere libera di dire ciò che penso,libera di poter mostrare agli altri i miei punti di vista. Conoscete quella sensazione in cui si vuole trovare il proprio posto nel mondo? Se si…ecco,è di quello che sto parlando. Credo che costruire uno spazio dover poter essere se stessi,sia un modo per capire chi siamo e soprattutto chi vogliamo essere. Perchè un blog sui libri? Perchè la lettura è una delle mie passioni,e ritengo che leggere sia uno dei principali modi per scoprire e per conoscere tutto ciò che ci ruota intorno. Ed è proprio questo lo scopo del mio blog. Quello di suscitare in voi la curiosità nel leggere ciò che propongo,che non saranno solo libri sulla “classica” narrativa, ma analizzerò tutto ciò che può ispirarmi! Perchè come sapete anche voi,la lettura è molto vasta. Quindi,fatta questa premessa,magari molti di voi si staranno chiedendo il perchè io abbia scelto questo nome ovvero :”Il portale di sat”. Ebbene,per me nella vita tutto deve avere un senso( Certamente ci sono cose che non si possono spiegare,ma questo lo vedremo più avanti…). Quindi anche la scelta di questo spazio virtuale doveva avere un senso,e in questo caso ha un duplice significato. La prima parola “portale”come ho detto sopra,è nata dal fatto che volevo creare uno spazio tutto mio e questo blog è come se facesse da tramite. Come se mi proiettasse appunto in questo mondo. Una specie di universo parallelo per farla breve. “Sat” invece è una parola che proviene dal sanscrito (indiano antico) e vuol dire letteralmente “la realtà delle cose”,ed è questo a cui ambisco. Analizzare e dire ciò che penso. Anche la scelta della parola sanscrita in realtà non è casuale,poichè (per chi non lo sapesse)la nostra lingua,o meglio il latino,ha molto a che fare con essa,in quanto tramite degli studi di comparazione fra lingue antiche diverse sia per spazio che per tempo,è stato scoperto che esse derivano da una lingua comune antichissima di cui non si hanno testimonianze, chiamata “Protolingua” o lingua madre. Detto questo,se il mio blog vi piace,vi invito ad iscrivervi e a lasciare sempre commenti,in modo tale che io possa interagire con voi, e perchè no,creare spunti di riflessione,o aiutare e assecondare qualche vostra richiesta! Grazie per l’attenzione,un saluto!

La vostra Veronica

POLTERGEIST

Esistono tante cose di cui non abbiamo risposta. Tante volte ci domandiamo il perchè accadano cose. Io stessa mi domando continuamente perchè le persone si comportano in determinati modi senza una logica definita normale,e non trovo risposta… ma oggi non parliamo proprio di questo ahah. Lo studio del comportamento umano lasciamolo agli psicologi… ciò che tratterò io invece,sono udite udite “i fenomeni poltergeist”. Vi è mai capitato che qualcosa,qualche oggetto vi si muovesse da solo? Non so,una sedia che si sposta,un libro che cade da solo e voi magari l’avevate posizionato bene… Sicuramente la maggior parte di questi fenomi hanno una causa naturale. Uno spiffero d’aria,una nostra sbadataggine e puff, l’oggetto cade. Il mio stesso armadio la notte fa rumori improvvisi,ma per fortuna sono consapevole che alcuni tipi di legno emettono un rumore simile ad uno scoppiettio. Non chiedetemi perchè, ma è così… Certe volte però questi fenomeni accadono talmente spesso che si inizia a credere ci sia qualcosa dietro a tutto questo. Una o due volte può essere un caso, ma se il fatto persiste allora è evidente che a quanto pare non siamo soli in casa. Il termine “poltergeist” è un termine tedesco e significa propriamente “spirito chiassoso”. Viene indicato per designare rumori inspiegati,movimento di oggetti,rompersi di piatti e altri fenomeni analoghi. Oltre alla già citata causa di queste manifestazioni, ovvero cause naturali,esistono altre due teorie volte a spiegare questo fenomeno. Il primo è quello dell’infestazione. Avete mai sentito parlare di luoghi infestati? Ebbene,la causa dei poltergeist sarebbero da ricondurre ad uno spirito legato in qualche modo al luogo dei misfatti. Spesso,chi è stato vittima di questi fenomeni,facendo qualche ricerca ha scoperto poi che nello stesso luogo dove avvenivano strani episodi,si era consumata una tragedia nel passato,o vi era semplicemente morto il proprietario del luogo. Non sempre si tratta di spiriti cattivi. Nella maggior parte dei casi,si dice che a loro piaccia fare scherzi,o semplicemente lo spostare oggetti è un modo per affermare la loro presenza. Altre volte invece,quando questi fenomeni dall’essere innocui cominciano ad essere più disturbanti,si pensa che magari lo spirito non gradisca i nuovi coinquilini. Specie se la casa appartiene al proprietario deceduto là dentro. La seconda teoria invece punta più sul piano scientifico/psicologico. Infatti si parla di psicocinesi. Dopo molte indagini sul campo ci si accorse che molti fenomeni accadevano puntualmente in presenza di una stessa persona,e quando questa persona andava via,i fenomeni cessavano. Si ricorda infatti,tra le tante analizzate, una indagine resa nota dal ricercatore tedesco Hans Bender. In un ufficio legale, nel 1967, in Baviera, accaddero una serie di fatti inspiegabili. Lampadine che si svitavano da sole ed esplodevano,rumori, bollette del telefono che figuravano telefonate mai effettuate. Quando venne chiamato Bender per indagare sulla faccenda,venne fuori che queste manifestazioni avvenivano soltanto durante le ore in cui era presente l’impiegata diciannovenne Annemarie. Constatò che quando passava lei,le lampadine esplodevano,i lampadari oscillavano,uno schedario di metallo molto pesante si allontanava dal muro,e i quadri giravano su se stessi. Quando Annemarie lasciò l’impiego, tutti questi fenomeni cessarono. Ovviamente non esiste un giudizio obiettivo,però sia gli psicologi che i parapsicologi sono d’accordo su un punto fondamentale e cioè che il poltergeist si concentra caratteristicamente intorno ad un individuo,spesso adolescente affetto da turbe emotive. Rabbia verso i genitori,verso un datore di lavoro o di altri adulti. Insomma incidenti attivati ovviamente in maniera inconscia da adolescenti pieni di risentimento. Essi però avanzano anche un’altra ipotesi,ovvero che i veri e propri rumori e movimenti di oggetti siano dovuti a forze ancora sconosciute alla scienza odierna e convenzionale. Voi da che parte state? Preferite dare una spiegazione logica a tutto o siete d’accordo con me sul fatto che non a tutto c’è una risposta?

LE RELIGIONI OCCULTE

Con questo articolo si dà inizio alla prima rubrica di questo blog,ovvero la rubrica del PARANORMALE. Possiamo definirla come una sorta di raccolta in cui io non consiglierò libri,ma parlerò semplicemente di vari argomenti che riguardano questo fenomeno. Oggi comincerò parlandovi,come vedete nel titolo,delle religioni occulte. Se vi siete mai interessati all’occulto,saprete che essa è una “scienza” che studia come dice il termine stesso,tutto ciò che è nascosto e che ha a che fare con il soprannaturale. Occulto infatti significa nascosto,quindi ciò che è dietro le cose,ciò che è dietro la realtà che ci circonda. Molti popoli antichi,come ad esempio gli egizi,facevano uso delle pratiche occulte. Infatti possiamo anche definirlo come un insieme di pratiche che spaziano dalla magia,all’alchimia,all’astrologia,allo spiritismo,e alle percezioni extrasensoriali. Per capire meglio,oggi inizieremo dalla parte spirituale di questa scienza,ovvero dalle varie religioni che ne fanno parte. La prima di queste è la Teosofia. La teosofia è un complesso di idee filosofiche e religiose incentrate sul tentativo di accedere alla realtà spirituale al di là dell’esistenza materiale. E’ una religione sostanzialmente molto simile al buddhismo. Crede in un unico principio che è alla base di tutti i fenomeni dell’universo. Questo principio comprende i duplici aspetti di spirito e materia, vita e forma, positivo e negativo. Facendo parte del tutto,l’uomo si va evolvendo verso la perfetta manifestazione delle caratteristiche divine latenti in lui. Ogni stadio più elevato porta una maggiore conoscenza dell’universo,visibile e invisibile, e più elevati poteri psichici e morali. L’aumento dei poteri dell’uomo è un processo lento,che richiede ripetute reincarnazioni. Le scelte fatte durante la vita determinano la condizione dell’anima nell’incarnazione successiva,secondo il principio del karma. Le anime che riescono a liberarsi definitivamente dal ciclo delle rinascite possono ritornare sulla terra,dove alcune fondano delle grandi religioni,che condividono tutte gli stessi insegnamenti fondamentali. Questo movimento è nato nel 1875 fondato da Elena Petrovna Blavatskij e Henry Steel Olcott,entrambi occultisti. La seconda religione occulta è la Wicca. Questo termine si dice significhi saggezza,ma probabilmente vuol dire propensione. Le streghe moderne utilizzano questo termine per indicare le loro credenze,abilità e riti pagani. I wiccani sono politeisti,credono in una dea madre che personifica la fertilità della natura e i processi della nascita e della crescita,in un dio con le corna che rappresenta la natura,la morte e l’aldilà, e molte divinità inferiori. Di solito loro non sono portavoce di nessuna dottrina etica al di fuori di un semplice richiamo all’armonia con la natura. Contrariamente a quanto si crede,i moderni wiccani non sono satanisti o adoratori del diavolo,anzi per loro sono solo delle fantasticherie create dal cristianesimo. Alcuni di loro praticano questa religione per conto proprio,altri invece si inseriscono all’interno di coven,conosciute anche come congreghe. Per entrare in queste congreghe è necessario effettuare un’iniziazione che consiste in un giuramento di segretezza e l’adozione di un nome “witch”. Successivamente l’iniziato riceve da una sacerdotessa tutti gli strumenti del mestiere e così diventa ufficialmente un witch (il termine è neutro,viene usato sia per le donne che per gli uomini). Ci sono tre gradi di livello. Quando il wiccano incrementa le sue conoscenze in studi e pratica,avanza di livello diventando regina delle streghe o mago. L’ultimo grado è quello di alto sacerdote o alta sacerdotessa. Appena diventata alta sacerdotessa,questa deve lasciare la sua congrega e crearne una tutta sua. Questo vale solo per le donne perchè le coven sono matriarcali,con all’apice della gerarchia quindi l’alta sacerdotessa. I rituali si fondano sulle invocazioni alla dea madre,agli altri dei e sulle gioiose celebrazioni della vita. Almeno una volta al mese,durante il tempo della luna piena, si celebrano i rituali “esbat” che sono le cerimonie regolari della wicca. I sabba invece sono dei rituali e delle celebrazioni associati alle stagioni. Per quanto riguarda la magia,alcuni coven praticano alcune forme di magia bianca,credendo nell’efficacia dei filtri d’amore,nei rituali di guarigione e negli incatesimi contro i pericoli. La credenza nell’aldilà invece è piuttosto vaga. E’ più comune la credenza nel karma e nella reincarnazione. Tornando indietro nel tempo invece fra le varie sette culturali,abbiamo i famosi druidi. I druidi erano i sacerdoti e la classe colta dei celti della Gallia e delle isole britanniche. Quasi tutto quello che si sa di loro proviene da fonti greche e romane. Molti di loro furono soppressi proprio dai romani,poichè avevano opposto loro resistenza,mentre altri si rifugiarono in Irlanda,terra mai conquistata dai romani. La parola druido viene dal celtico “daur” che vuol dire quercia. La quercia infatti è il loro albero sacro,perciò i loro rituali venivano celebrati nei boschi di querce. Tutti coloro che venivano reclutati a diventare druidi venivano esentati dalle imposte,dai lavori manuali e dal servizio militare. Il loro compito quindi era quello di educare i giovani nobili guerrieri e di perpetuare la loro tradizione orale. Orale perchè secondo Giulio Cesare,i druidi impiegavano molti anni ad imparare versi,e nonostante conoscessero l’alfabeto greco,si rifiutavano di metterli per iscritto. Essi conoscevano l’astronomia,avevano una mitologia e una propria scienza naturale, e insegnavano le dottrine dell’immortalità e della trasmigrazione delle anime. Per quanto riguarda i loro riti,essi erano accompagnati da sacrifici umani. Le vittime venivano bruciate in offerta ai malati o alle persone che dovevano affrontare una battaglia. Molto spesso erano criminali o prigionieri,ma quando non si avevano nè l’uno nè l’altro,allora si usavano persone innocenti oppure animali. Passiamo ora all’ultima ma di certo non meno famosa religione occulta: la religione Vodù. Questa religione praticata ad Haiti,ha in realtà origini africane. E’ una religione a tutti gli effetti,poichè tratta di questioni quali la creazione,gli dei,la morte,e presenta rituali per gli avvenimenti più importanti della vita quali la nascita,il matrimonio,le malattie, e la consacrazione degli hougan,ovvero i sacerdoti. Le divinità principali si chiamano “loa” e ne sono tantissime. Si dividono in buoni e cattivi e risiedono in parti della natura come ad esempio nell’acqua,o all’interno di un animale,in un albero,o nel fuoco. Questi dei ricevono i loro poteri dal Grande Maestro,ovvero il Dio più potente che ha il compito di giudicare le persone e distribuire favori in base alla sua volontà. I loa fanno semplicemente da intermediari. I riti vodù comportano spesso l’invasamento da parte di un loa e rappresenta il momento culminante della cerimonia. Sono presenti anche sacrifici di cibi e animali,con l’accompagnamento di danze,tamburi e canti. A volte viene praticata anche la promiscuità sessuale. Il loa durante la cerimonia può possedere chiunque,dal sacerdote al fedele, e quando esso si presenta, mostra all’invasato la conoscenza del presente e del futuro. Chi viene posseduto può acquisire la voce,i gesti e perfino le caratteristiche fisiche del dio. Esso può indurre la persona a fare cose senza che essa ne abbia la minima responsabilità. Questa religione conserva anche una tradizione magica,con filtri e incantesimi che possono curare la pazzia di una persona,richiamare in vita i morti,far innamorare qualcuno,dargli o toglierli la fortuna,assicurare la morte di un nemico,e così via.

1984 (George Orwell)

Questo libro è stato concepito da Orwell nel 1948,due anni prima della sua morte. Per capire le vicende narrate e quindi il perchè di questo scritto,dobbiamo prima ripercorrere la sua vita. E’ innanzitutto uno scrittore del New Victorian age,ovvero del periodo che segue il vittorianesimo,quindi siamo nel 900. Ci troviamo nella letteratura classica inglese. Nel 900 l’Inghilterra consolidò il proprio potere di Stato attraverso l’espansionismo e la colonizzazione,infatti uno dei paesi principali colonizzati dall’Inghilterra fu l’India. Questo paese divenne il fulcro di tante famiglie che dalla propria terra d’origine emigrarono in questa calda nazione. Il motivo principale fu ovviamente quello economico,ma per le donne inglesi si trasformò in un vero e proprio esilio. Al contrario degli uomini,vissero una situazione di non vantaggio. Si sentivano fuori luogo,il clima molto caldo appesantì ancora di più la loro condizione. Smettono di prendersi cura di sè,interrompono le attività familiari,avviene insomma una disumanizzazione di queste donne che con il trasferimento in questa terra guadagnano il nulla. E’ proprio in India che nasce George Orwell. Riceve una buona educazione in una scuola privata,e dopo aver frequentato il college,nel 1922 diventa un ufficiale nella Polizia Imperiale Indiana dove ebbe il controllo della popolazione locale. Questo ruolo come agente attivo dell’Imperialismo Britannico gli diede inoltre l’opportunità di sviluppare una sua consapevolezza sulla divisione delle classi e un senso di colpa riguardo il colonialismo britannico. Capisce subito che il colonialismo è un fenomeno negativo. Tornato in Inghilterra nel 1927, si dimise dal suo incarico e scelse di diventare uno scrittore andando a vivere tra i poveri. Nei suoi racconti parla della sua esperienza di vita e le sue riflessioni sulla società. Della sua esperienza contro il totalitarismo e il socialismo democratico. Per quanto riguarda “1984” i romanzi di fantascienza generalmente presentavano una visione ideale del futuro,definito utopistico. Questo invece è un romanzo distopico caratterizzato dalla mancanza di speranza. Ci troviamo appunto nel 1984 e il pianeta Terra è suddiviso in tre grandi potenze in guerra fra loro e governate da tre regimi totalitari: Oceania ( uno stato fittizio rappresentato sia dall’Inghilterra che dall’America), Eurasia (Unione Sovietica e i suoi satelliti) e Estasia (tutta la parte est dell’Asia),che approfittano del loro stato di guerra permanente per controllare i loro sudditi. In Oceania la società è controllata da un regime che basa il suo potere sui principi del Socing, ovvero un socialismo estremo il cui capo supremo è il Grande Fratello,un personaggio misterioso di cui nessuno conosce la vera identità e che osserva,spia e controlla la vita di ogni singolo cittadino. Il controllo avviene attraverso delle telecamere che osservano ovunque gli individui: nelle loro case,per strada,negli uffici,nei trasporti,nelle scuole. Non esiste la privacy e non esiste alcuna forma di libertà individuale. Il suo braccio armato è la psicopolizia, che interviene ad un minimo cenno di ribellione o di fronte a comportamenti che vengono considerati sospetti. La propaganda è costante e in ogni angolo della città ci sono dei manifesti che ritraggono il Grande Fratello accompagnato dai motti “la libertà è schiavitù” e “la guerra è pace”. Il protagonista del romanzo è Winston Smith,membro del partito il cui compito è aggiornare costantemente le notizie dei giornali e dei libri,in modo tale da rendere infallibile la strategia del partito. Smith che sembrava avvalorare le regole del partito e il suo controllo soffocante sulla società,in realtà non sopporta questa mancanza di libertà. L’espressione embrionale di questa sua ribellione è un diario che Winston inizia a scrivere il 4 aprile 1984,nel quale raccoglie i suoi pensieri e le sue riflessioni sul Partito,la società ed egli stesso. Winston ha due persone che influenzano la sua vita: Julia di cui è innamorato e che frequenta, malgrado il Partito non voglia relazioni che non abbiano altro scopo che la procreazione,e O’brien,un suo amico. Julia e Winston vivono come possono la loro relazione clandestina e insieme decidono di ribellarsi alle regole del Partito,aderendo ad un’associazione clandestina: “La confraternita”. Qualcuno di loro però non è chi dice di essere,e questo potrebbe mettere in pericolo la vita degli altri. Non vi resta che scoprire quindi chi è il traditore! Scrivendo questo libro Orwell ha voluto mostrare i pericoli del totalitarismo. Ha visto il ruolo che la propaganda ha giocato durante il conflitto,e ha anche visto come la tecnologia potrebbe aiutare le ideologie violente a rendere l’orrore tangibile e pervasivo. Mentre la propaganda ha corrotto il linguaggio e lavorato sulle menti dei cittadini,le tirannie hanno supportato il loro potere sull’incremento dell’alienazione,isolamento e controllo delle vite individuali. Benchè sia un romanzo di fantascienza, Orwell ha usato molti elementi dei governi totalitari esistenti come la disumanizzazione delle persone,il degrado e lo sfruttamento del linguaggio e controllo delle informazioni.

ULTIME LETTERE DI JACOPO ORTIS (Ugo Foscolo)

Questo libro rappresenta un classico della nostra tradizione letteraria italiana. Infatti l’autore è Ugo Foscolo. Le “Ultime lettere di Jacopo Ortis” possono essere considerate la sua prima vera opera. E’ certamente la sua opera più travagliata e personale. Dopo una prima stesura il libro nasce ufficialmente nel 1798. In quell’anno Ugo Foscolo si era trasferito a Bologna, dopo aver denunciato sulle pagine del “Monitore italiano” l’infamia del trattato di Campoformio. Ma si deve aspettare l’ottobre del 1802 per avere la prima edizione completa dell’Ortis. Questo libro è stato concepito da una delusione politica,quella provata da lui stesso il quale dopo aver combattuto per una causa rivoluzionaria, dopo il trattato di Campoformio (17 ottobre 1797) vide Napoleone cedere Venezia all’Austria in cambio della Lombardia. Per quanto riguarda il personaggio principale della storia, ovvero Jacopo Ortis, l’autore prende spunto da un fatto di cronaca: Gerolamo Ortis era uno studente dell’università di Pavia che si era ucciso, senza però lasciare spiegazioni per il suo gesto. In questo libro però non è presente solo il tema politico,della patria, ma è presente anche il tema amoroso. Infatti il protagonista di questa storia,Jacopo Ortis, dopo il trattato di Campoformio vide il suo nome nella lista per essere esiliato,quindi costretto a lasciare Venezia approda ai Colli Euganei,che è il luogo dove inizia e termina tutto. Perchè è qui che avviene l’incontro con Teresa,una giovane ragazza di cui si innamora,e quindi torna a sperare,o meglio ad illudersi. Perchè benchè questo amore sia ricambiato,Teresa è promessa sposa ad un altro uomo : Odoardo,e perciò Jacopo Ortis lascia i Colli Euganei e comincia un nomadismo. Alla fine del libro vedremo che quando Jacopo scoprirà del matrimonio avvenuto tra Teresa e Odoardo,tornerà ai Colli Euganei e lì avverrà il suicidio. Quindi se la politica e gli infelici destini della patria, venduta da Napoleone agli austriaci, sono il motivo principale della sua rabbia,anche l’amore impossibile e perciò infelice per Teresa è parte di una ingiustizia da addebitare alla società. Infatti l’avversario più temibile di Jacopo è proprio la società del suo tempo. Per quanto riguarda la costruzione del libro,esso è diviso in due parti,ed è costituito da 67 lettere. Lettere che Jacopo scrive e manda tramite il suo fedele servitore Michele al suo amico Lorenzo Alderani,di cui poi si occuperà della pubblicazione, dopo la morte di Jacopo. Anche se in realtà queste lettere sono più un tentativo di capire cosa fare,quindi una sorta di sofferta autoanalisi,piuttosto che scritte pensando all’amico. E’ un romanzo epistolare di carattere autobiografico. Per scrivere quest’opera Ugo Foscolo si è ispirato a vari autori,soprattutto a “I dolori del giovane Werther” di Goethe (anche se Foscolo ci tiene a sottolineare le differenze tra i due libri,in cui in questo non è presente il tema politico),e a “La Nouvelle Heloise” di Jean Jacques Rousseau. Tra l’altro il nome Jacopo può essere considerato proprio una specie di omaggio a Russeau. Inoltre, tra le varie citazioni presenti nel libro (Dante,Petrarca,la Bibbia,…) viene nominato anche Vittorio Alfieri,in quanto è stato uno dei principali ispiratori morali. Soprattutto per il concetto di “uomo libero” che Jacopo incarna. Mentre nei momenti di amore e contemplazione della natura,l’animo di Ortis è accompagnato da Petrarca, nei momenti di solitudine e meditazione abbiamo Plutarco. Per quanto riguarda il mio pensiero su quest’opera,devo ammettere che non è stato semplice al primo impatto capire il suo contenuto,dal momento che si tratta di un italiano ottocentesco,per cui le note sotto mi sono state fondamentali per la comprensione del testo. Essendo un classico quindi, si tratta sicuramente di una lettura particolare,che richiede un certo tipo di impegno,per cui apprezzo il fatto che sia riuscito a trasmettermi qualcosa,in questo caso un sentimento di angoscia. E’ un’opera che si conclude con un suicidio quindi certamente non possiamo provare emozioni felici. Leggendo le lettere è come se in un certo senso avessi assorbito la sofferenza del nostro protagonista. Come se lo avessi accompagnato nel suo viaggio,prima del terribile evento.

ANOTHER

Se come me amate il genere horror,un’ alternativa ai soliti film può essere quest’anime. Infatti si tratta di un anime horror giapponese. Questa serie prende spunto dal suo manga,per cui se volete restare fedeli alla lettura,non preoccupatevi… avete entrambe le alternative! Inoltre, per coloro che amano anche la cultura giapponese,direi che questa è la combo perfetta. Come ben sapete,i giapponesi possiedono tante credenze,e leggende metropolitane. Molte di esse davvero terrificanti,e questo li permette di essere tra i migliori nella produzione di film di genere horror. In questo articolo infatti ne ho approfittato per parlarvi anche di alcune di queste leggende,ma ora veniamo a noi! Come avrete visto dal titolo,il nome di quest’anime si chiama Another. Già il titolo ci suggerisce qualcosa poichè la traduzione è “un altro”. Il protagonista di questa storia è Koichi,un ragazzo di Tokyo trasferitosi da poco in un’altra cittadina,dalla famiglia materna a causa del lavoro di suo padre. Apprendiamo da subito che il ragazzo è orfano di madre,per cui si prenderanno cura di lui i nonni e la zia. Avendo cambiato città ovviamente deve trasferirsi anche in un’altra scuola,ed è questa su cui gira l’intera vicenda,anzi, più nello specifico la storia gira intorno ad una classe: la terza C delle medie. La particolarità di questa classe consiste nel fatto che sia maledetta. Non sappiamo tutto,molti dettagli verranno rivelati nel corso del tempo. L’unica cosa di cui Koichi viene a conoscenza all’inizio è che in quella classe 26 anni prima ci fu uno studente che un giorno insieme alla famiglia,morì in un brutto incidente. Era molto amato da tutti,sia dagli insegnanti che dai compagni di classe,tanto che il dolore fu talmente grande che nessuno di loro volle credere alla sua morte,e quindi cominciarono a comportarsi come se lui fosse ancora presente. Anche il giorno del diploma,durante la proclamazione allestirono un banco per lui. Ciò che diede conferma su quanto credevano i suoi compagni fu la foto di classe scattata quel giorno. Infatti quando fu sviluppata notarono un particolare… Nella foto insieme agli studenti e insegnanti,tra i vari volti,comparve anche quello dello studente morto! Era pallido rispetto agli altri,e leggermente opaco. Si pensò che la vicenda finisse lì,ma non fu così… Ogni anno,da quell’anno in poi,iniziarono ad accadere cose strane a coloro che facevano parte di quella classe. Ogni anno cominciarono ad avvenire strane morti tra gli studenti o ai loro famigliari più stretti. Tra le varie leggende giapponesi c’è quella delle ” onryō“: ovvero fantasmi in grado di ritornare nel mondo dei vivi per cercare vendetta. La maggior parte di queste leggende sono ambientate all’interno delle scuole giapponesi. Questi fantasmi di solito muoiono in preda ad un risentimento,ecco perchè cercano vendetta contro chi gli ha fatto del male. Alcune volte questo spirito viene rappresentato con un corpo femminile,lunghi capelli neri e kimono bianco. Questa tipologia di spirito ha ispirato film come “The ring” o “The grudge” in cui appunto in entrambi troviamo questa figura. Il culto dei morti e quindi il benessere del defunto è molto importante per i giapponesi,ecco perchè tramite dei rituali continuano ad onorarli. Ciò avviene anche in Another,quando gli studenti della terza C cominciano ad onorare il loro compagno morto fingendo o meglio,credendo che lui sia ancora lì con loro. Ma,come vi dicevo prima,la storia non finì lì dal momento che negli anni successivi si ripeteva lo stesso evento terrificante. Ogni anno in quella classe si manifestava uno spirito diverso,una persona morta insomma che però non sapeva di esserlo! Aveva dei ricordi e “viveva” come tutti gli altri suoi compagni. Ecco perchè “un altro”. In quella classe era la persona in più,e quindi se la sua presenza non veniva considerata,si dava il via a questo fenomeno! Ognuno degli studenti presente in quella classe era destinato a morire orribilmente. C’è solo un modo per sconfiggere questa calamità… scoprire chi è il morto!

LA METAMORFOSI (Kafka)

Per chi conosce molto bene Kafka,sa che nei suoi romanzi non si riesce a capire perchè alcuni fatti vanno come vanno. “La Metamorfosi” ne è un esempio in quanto in esso una persona si trasforma in un insetto. Non si capisce il perchè. Non si riesce a comprendere il significato profondo di questa opera. Siamo agli inizi del 900,periodo in cui nascono nuove scienze come la metafisica e la psicoanalisi che cambiano il modo di vedere le cose. Il protagonista si ritrova trasformato nel letto in un enorme scarafaggio. Siamo quindi proiettati in una situazione fantastica,poichè questo non è possibile. Anzichè essere aiutato,compreso,viene sempre più ripudiato dai suoi genitori che provano sempre più schifo. Per gran parte del racconto lui mantiene ancora delle caratteristiche umane,ma verso la fine troviamo una nota particolare,ovvero il protagonista inizia ad essere identificato come un “es” cioè un “esso”. Non viene più indicato con il pronome personale maschile, ma con il pronome neutro (il libro è scritto in lingua tedesca). C’è una disumanizzazione alla fine. Kafka ci dà un inizio sconvolgente,ma poi il tutto si sviluppa con grande naturalezza e noi entriamo in un mondo paradossale,ma ci siamo come se fosse normale. Questo racconto descrive qualcosa di impossibile,ma dopo la prima frase, tutto ci viene presentato in maniera normale. Nelle opere di Kafka succedono delle cose strane, senza che si dica il perchè accadano. Alla fine questo essere viene abbandonato da tutti e muore. Passa da un “er” (lui) ad un “es” (esso). Non lo sa nemmeno lui cosa è più. Cosa è diventato. C’è sempre una causa per tutto,ma a volte accadono delle cose che non riusciamo a spiegarci. Si trova spersonalizzato,abbandonato da tutti. Prova a reagire ma non ci riesce. Un po’ come quando una persona dal benessere cade nella povertà e viene abbandonato da tutti. Nelle opere di Kafka infatti sono contenuti valori etici e morali. La sua famiglia accetta la cosa come se fosse del tutto normale. E noi ci stupiamo del fatto che viene vista come una cosa normale. Succede qualcosa di assurdo,sconvolgente,impossibile. Il colpo di scena avviene su come il personaggio reagisce alla trasformazione. Lo strano viene assunto come normale. Ci si meraviglia ma non come qualcosa di mostruoso. Il preoccuparsi della pioggia forse è l’unico legame che gli resta con l’umanità. Pian piano questa eccezionalità si trasforma nella normalità. La cosa che ci colpisce di più è che: 1 non sappiamo perchè si è trasformato,2 il protagonista non si chiede il perchè si è trasformato. Trasformato in scarafaggio, Gregor mantiene la ragione umana,pensa le parole che pronuncia,ma gli altri non lo capiscono. Da una parte è come se Gregor nascesse una 2° volta ma come scarafaggio, dall’altra parte si è trasformato ed è come se fosse destinato a non avere più contatti con la società. Gregor scopre che diventare scarafaggio significa acquisire delle proprietà (camminare sui muri,cadere di schiena) ma dall’altra parte scopre cose ripugnanti. Pian piano lui si adatterà a questo mondo e vedrà le cose in maniera diversa. Lui sa che cosa gli è accaduto e accetta questa sua nuova condizione. Sa ma non capisce perchè si è trasformato. Noi quando cominciamo a leggere il racconto,non capiamo perchè si è trasformato. C’è un adattamento da parte di Gregor ad accettare questa cosa e c’è un adattamento da parte nostra nel conoscere il perchè si è trasformato. Durante il racconto il sapere cresce. Gregor sa che può fare delle cose,ma non sa nè come nè perchè sia avvenuta la sua trasformazione. Il perchè non ha senso, ma non ha senso neanche chiedersi “perchè è successo proprio a me?”dato che non c’è risposta. Quindi c’è un adattamento all’adattamento,una rassegnazione alla rassegnazione. Se non ci si adatta nella vita si muore. Gregor si sta adattando e rassegnando a questa condizione. Il messaggio di Kafka forse è che per vivere bisogna adattarsi. Non c’è un minimo di sicurezza interpretativa. Kafka in un discorso disse che un testo non deve essere portatore di un solo significato o nessun significato. Siamo in un mondo possibile,e quindi è possibile tutto.